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DAVVERO BASTA RISPETTARE LE PORZIONI RACCOMANDATE PER ALIMENTARSI CORRETTAMENTE?

Hai mai sentito parlare di LARN? Forse ti sarà capitato di leggere, magari su confezioni di alimenti, delle porzioni raccomandate che fanno riferimento proprio ai LARN.

La sigla LARN  sta per Livelli di Assunzione raccomandati di energia e nutrienti della popolazione italiana, determinati secondo le linee guida FAO (Food and Agriculture Organization) e OMS (Organizzazione mondiale della Sanità). Gli esperti di tali organizzazioni hanno  determinato una quantità di nutrienti orientativamente utile a soddisfare i bisogni della persona, garantendone le corrette funzioni e adeguate riserve energetiche. Questi valori non rispecchiano dei limiti minimi al di sotto dei quali esiste un rischio di malnutrizione e neanche, d’altra parte, dei quantitativi di assunzione ritenuti ottimali.

Gli obiettivi di queste linee guida, infatti, non sono rivolti al singolo individuo ma all’intera popolazione considerata. Essi mirano a:

  • Proteggere la popolazione dal rischio di carenze nutrizionali 
  • Dare parametri, seppure ampi, di riferimento per valutare l’adeguatezza della dieta media di un gruppo 
  • Fornire dei valori in base ai quali le nazioni debbano adoperarsi per strutturare la politica delle forniture alimentari 

È utile quindi tenere a mente  che i fabbisogni d’energia, quindi di quante calorie necessitiamo per far funzionare correttamente il nostro organismo, variano considerevolmente tra gli individui in rapporto a diversi fattori genetici, fisiologici, metabolici, dello stato di salute e, naturalmente in base al livello di attività fisica, età, sesso, peso e  composizione corporea. 

Come faccio quindi a sapere di quanta energia ho effettivamente bisogno? Questo è proprio il compito del professionista della nutrizione. Questi infatti sa utilizzare diversi strumenti di valutazione dell’introito energetico che possono essere dati al paziente o utilizzati dal nutrizionista stesso durante la visita. Alcuni esempi? I diari alimentari, la descrizione delle abitudini dietetiche, la richiesta di ricordare quanto assunto nelle 24 ore precedenti, i questionari, la bilancia e l’impedenziometro.

Una volta valutate le necessità del singolo individuo, il professionista elaborerà un programma di orientamento dietetico che rispetti le ultime linee guida proposte dall’OMS ma anche i gusti della persona, per favorire una perfetta aderenza al programma.